|
L'Archeologia di
Roma
|
Per circa 270 anni, dall’epoca di Augusto alla metà del III secolo, furono gettate qui circa 53 milioni di anfore, fino a formare un monte che prese il nome di Testaccio proprio dal fatto di essere composto da testi, cioč da cocci di vasi.
nel Medioevo vi si tenevano festeggiamenti carnevaleschi e sulle sue pendici si correvano palii; dal Cinquecento divenne il punto di arrivo per la Via Crucis del Venerdì Santo, trasformandosi in un vero e proprio Golgota; infine fu meta privilegiata delle Ottobrate, le tipiche feste romane, che vedevano sfilare verso le osterie e le cantine del Testaccio i carretti addobbati a festa delle mozzatore, le donne che lavoravano come raccoglitrici d’uva nel periodo della vendemmia.