I Gatti del Foro
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L'Archeologia di
Roma

Monte Testaccio o "Dei Cocci"
Oltre ai tradizionali e famosi "sette colli", Roma può contare anche una altura dalla storia singolare: il Monte Testaccio, infatti, nacque come discarica per le anfore utilizzate per il trasporto dell’olio.
Una "veduta" del Monte TestaccioPer circa 270 anni, dall’epoca di Augusto alla metà del III secolo, furono gettate qui circa 53 milioni di anfore, fino a formare un monte che prese il nome di Testaccio proprio dal fatto di essere composto da testi, cioč da cocci di vasi.
Nel corso dei secoli, poi, il monte divenne luogo privilegiato per feste e scampagnate;Scampagnate nell'area del Monte dei Cocci nel Medioevo vi si tenevano festeggiamenti carnevaleschi e sulle sue pendici si correvano palii; dal Cinquecento divenne il punto di arrivo per la Via Crucis del Venerdì Santo, trasformandosi in un vero e proprio Golgota; infine fu meta privilegiata delle Ottobrate, le tipiche feste romane, che vedevano sfilare verso le osterie e le cantine del Testaccio i carretti addobbati a festa delle mozzatore, le donne che lavoravano come raccoglitrici d’uva nel periodo della vendemmia.
Tra canti, balli, gare di poesia, giochi e chiacchiere, ci si rinfrancava dal lavoro e soprattutto si innaffiava il tutto con il vino dei Castelli Romani, conservato nelle cantine scavate alle pendici del monte: i cocci che lo compongono, infatti, consentivano di mantenere una temperatura costante, più fresca di quella di qualsiasi altra cantina !
Per maggiori informazioni e per vedere alcune immagini del Monte dei Cocci visitate il sito del CEIPAC.
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