Subito dopo l'elezione a papa di Paolo V, avvenuta nel 1605,
Scipione Borghese da inizio ai lavori di costruzione di una palazzina nella "vigna vecchia", una proprietà dello stesso Scipione situata poco fuori di Porta Pinciana; incaricati della realizzazione sono gli architetti Flaminio Ponzio e Jan Van Saten: la palazzina, secondo i desideri di Scipione, è destinata ad accogliere la già numerosa collezione di opere d'arte che il "Cardinal Nepote" possiede e che è ancora in espansione.
E proprio dal 1613 la palazzina, oggi conosciuta con il nome di
Galleria Borghese raccoglierà i frutti (e i cospicui investimenti) della passione per le arti di Scipione, sfruttando anche la "posizione" di nipote del Papa per acquisire un gran numero di preziosissime opere d’arte, rivelando un fiuto particolare nel riconoscere il valore di artisti come
Caravaggio e
Bernini.

La Galleria oggi raccoglie numerose ed importanti opere pittoriche di Raffaello (di cui a sinistra è rappresentato un particolare dell'opera "Donna con Liocorno"), Bellini, Pinturicchio, Antonello da Messina e
Caravaggio ma è la collezione delle sculture che, senza dubbio, dona al visitatore le emozioni più intense.
Tra i capolavori esposti spiccano le opere di
Gian Lorenzo Bernini; nel
Ratto di Proserpina il
marmo si fa carne, con l'assoluta plasticità dei corpi e con le
mani di Plutone che affondano letteralmente nella carne di Proserpina.
Nell'
Apollo e Dafne la metamorfosi ovidiana è rappresentata in tutta la sua drammaticità mentre la tecnica scultorea raggiunge livelli elevatissimi mostrandoci le "trasparenze" delle foglie di alloro...