I Gatti del Foro
I Personaggi

Gian Lorenzo Bernini
Nasce a Napoli il 7 dicembre 1598. Dal padre Pietro, anch'egli scultore e pittore, eredita la precisione tutta toscana, mentre la madre, napoletana, gli trasmette uno spirito ardente e appassionato; di lui il figlio Domenico dirà che era «aspro di natura, fisso nelle operazioni, ardente nell'ira».
Nel 1605 la famiglia si trasferisce a Roma, dove Gian Lorenzo abiterà per tutta la vita, legato alla città dalla realizzazione di grandi imprese.
Rivela precocemente il proprio talento: poco più che fanciullo realizza un piccolo gruppo marmoreo con Giove allattato dalla capra Amaltea, che viene ritenuto un reperto antico per la resa realistica delle superfici, affine alle opere di età ellenistica.
Il genio di Gian Lorenzo viene ben presto notato da papa Paolo V Borghese, per il quale il padre lavora in S. Maria Maggiore, e dal nipote di questi, il ricco e potente cardinale Scipione.
Dal 1618 al 1624 Bernini è impegnato a lavorare prevalentemente per il cardinale Scipione grazie al quale la sua carriera ha un inizio fortunatissimo; a questo periodo appartengono tre gruppi di soggetto classico (Enea e Anchise, Ratto di Proserpina, Apollo e Dafne) e il celebre David.
Dal 1624 è chiamato da papa Urbano VIII a lavorare nella prestigiosa fabbrica della Basilica di San Pietro, per la quale realizza tra il 1624 e il 1633 lo spettacolare baldacchino.
Alla morte del Maderno, nel 1629, venne nominato Architetto di San Pietro; i lavori nella Basilica lo impegneranno per circa 40 anni, culminando nella realizzazione del colonnato (1656-1667).
Il grande successo di Bernini, supportato da una straordinaria capacità nell'intrattenere ottimi rapporti coi committenti, conosce un unico periodo di crisi, attorno al 1646; In quell'anno viene infatti abbattuta definitivamente, dopo ripetute interruzioni dei lavori e una prima parziale demolizione, la torre campanaria meridionale di San Pietro, e il progetto di posizionare due campanili ai lati della facciata venne abbandonato definitivamente.
Per Bernini è uno smacco durissimo, aggravato anche dal fatto che il nuovo papa, Innocenzo X Pamphili, gli preferisce in più occasioni l'architetto ticinese Francesco Borromini.
In questi anni sfoga la propria amarezza realizzando il gruppo della Verità svelata dal Tempo, rimasto incompiuto per la ripresa delle commissioni papali con l'ascesa al soglio pontificio di Alessandro VII Chigi.
Le grandi capacità non solo di architetto, ma anche di scenografo e ideatore di spettacolari macchine teatrali di Bernini vengono messe in particolare evidenza durante i festeggiamenti per l'arrivo della regina Cristina di Svezia a Roma, per la quale prepara una sontuosa carrozza per il trionfale ingresso in città.
Grande iniziatore della stagione del Barocco, Bernini si dedica con passione, oltre che alla scultura e all'architettura, alla pittura, alla caricatura, al restauro di opere antiche; si cimenta più volte nella creazione di apparati effimeri per feste e cerimonie, e si diletta di teatro, componendo testi e ideando sorprendenti trucchi scenici.
Architetto preferito da ben 7 papi, ottenne stima e riconoscimenti anche all'estero, tanto da essere invitato dal Re Sole a progettare il nuovo Louvre.
Un soggiorno di sei mesi a Parigi nel 1665, alla corte di Luigi XIV, fu tuttavia l'unico periodo trascorso dal Bernini lontano da Roma.
Muore a Roma, più che ottantenne, il 28 novembre 1680.
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